Publicato il
11/02/2025

Polisonnografia - costo e funzionamento

La polisonnografia è un esame diagnostico fondamentale per lo studio e l’analisi dei disturbi del sonno. 

Molte persone non sanno di soffrire di disturbi del sonno, fino a quando non iniziano a sperimentare sintomi come sonnolenza diurna, mal di testa al mattino, difficoltà di concentrazione o risvegli improvvisi.

La polisonnografia è un test non invasivo, che permette di monitorare diversi parametri fisiologici durante il riposo notturno: è particolarmente utile per individuare problemi come le apnee ostruttive del sonno, l’insonnia cronica, il bruxismo notturno e altri disturbi legati alla qualità del sonno, che possono avere ripercussioni importanti nella vita di tutti i giorni.

L’esame polisonnografico, quindi, è fondamentale per una diagnosi accurata, e può essere svolto in ospedale così come a domicilio - un'alternativa comoda per chi preferisce dormire nel proprio ambiente familiare.

Quanto costa una polisonnografia? E come funziona esattamente? Scopriamo insieme tutto quello che c'è da sapere su questo prezioso esame diagnostico.

Che cos’è una polisonnografia?

Iniziamo con una breve descrizione del test diagnostico, per comprenderne al meglio il funzionamento prima di iniziare la procedura. La polisonnografia è un esame che registra simultaneamente diversi parametri fisiologici, mentre il paziente dorme. 

Questo esame permette di analizzare la qualità del sonno del paziente e di individuare anomalie che possono compromettere, oltre al riposo, la salute generale. Durante la polisonnografia, si registra una serie di dati, tra cui:

  • Attività cerebrale (elettroencefalogramma - EEG): per monitorare le diverse fasi del sonno;
  • Movimenti oculari (elettro-oculogramma - EOG): per identificare la fase REM;
  • Attività muscolare (elettromiogramma - EMG): per rilevare tensioni e movimenti involontari;
  • Frequenza cardiaca (elettrocardiogramma - ECG): per individuare aritmie o anomalie notturne del tracciato;
  • Livelli di ossigenazione del sangue (saturimetria): per verificare eventuali difficoltà respiratorie;
  • Flusso d’aria nasale e movimenti toracici: per diagnosticare le apnee notturne.

Chi soffre di disturbi del sonno e sospetta un problema legato alla respirazione o al funzionamento del sistema nervoso durante il riposo può trovare nella polisonnografia uno strumento diagnostico dirimente per individuare condizioni nocive per la propria salute. 

Come si esegue la polisonnografia?

L’esame polisonnografico può essere effettuato in ospedale, in un centro del sonno o direttamente a casa del paziente. Ecco le varie fasi della procedura:

  1. Applicazione dei sensori: elettrodi e fasce vengono posizionati sulla testa, sul torace e sugli arti, per monitorare le funzioni vitali;
  2. Monitoraggio dei risultati dell’attività notturna: grazie alla polisonnografia, il paziente può dormire, mentre i dispositivi registrano i parametri fisiologici;
  3. Analisi dei dati: le informazioni raccolte vengono elaborate da un medico specialista, per identificare eventuali disturbi del sonno.

L’esame è completamente indolore e non invasivo, anche se può risultare leggermente fastidioso, a causa della presenza dei sensori.

Polisonnografia pediatrica: come funziona per i bambini?

Nei bambini, la polisonnografia è particolarmente utile per diagnosticare le apnee notturne infantili, i disturbi respiratori del sonno, la sindrome delle gambe senza riposo o alcuni problemi neurologici che influenzano il sonno.

L’esame nei bambini viene eseguito in modo simile a quello degli adulti, ma con apparecchiature adatte alla loro delicatezza e con il supporto dei genitori per garantire un’esperienza il più possibile confortevole, senza stress.

Se eseguito in ospedale, l’esame polisonnografico per i bambini avviene in una stanza predisposta per il test, dove vengono registrate tutte le misurazioni relative alla qualità del sonno e della respirazione - il tutto sotto il controllo di una videocamera, che permette di monitorare i piccoli pazienti. 

Hai bisogno di una polisonnografia? Scopri in quali casi è utile, come si svolge, quanto costa e dove farlo vicino a te per risultati rapidi e precisi.

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A che cosa serve un esame polisonnografico?

Come già anticipato, la polisonnografia è utile per la diagnosi di numerosi disturbi del sonno che possono compromettere il riposo e la salute generale del paziente, nonché a valutarne la qualità del riposo. 

Il sonno è un processo biologico essenziale per il benessere fisico e mentale. Qualsiasi alterazione del sonno, se mantenuta nel tempo, può avere conseguenze negative sul sistema cardiovascolare, così come a livello neurologico e metabolico. 

La polisonnografia è utilizzata principalmente per diagnosticare la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), un disturbo che provoca ripetute interruzioni della respirazione durante il sonno, con conseguenti risvegli improvvisi e una scarsa ossigenazione del sangue. Questo problema, se non trattato, può aumentare il rischio di ipertensione arteriosa e di eventi cardiovascolari come aritmie, ictus e infarto miocardico.

Altri problemi rilevanti per la salute possono essere individuati con l’esame polisonnografico.

Quali disturbi del sonno rileva una polisonnografia?

Come anticipato, l’esame della polisonnografia è indicato per individuare le apnee ostruttive e centrali del sonno, ma permette di riconoscere anche altre condizioni patologiche, quali:

  • Insonnia di origine neurologica o respiratoria
  • Sindrome delle gambe senza riposo
  • Narcolessia
  • Disturbi del comportamento nella fase REM
  • Disturbi del movimento notturno, come il bruxismo
  • Problemi cardiaci correlati al sonno.

Inoltre, la polisonnografia viene impiegata anche per analizzare il sonno nei pazienti con patologie neurologiche o neurodegenerative, come la malattia di Parkinson e la malattia di Alzheimer, che spesso presentano alterazioni nei ritmi circadiani di chi ne soffre.

Polisonnografia e apnee notturne

Uno degli usi più comuni della polisonnografia è la diagnosi delle apnee notturne, una condizione che provoca pause respiratorie ripetute durante il sonno. Se non trattate, le apnee possono aumentare il rischio di ipertensione, aritmie, ictus, diabete di tipo 2 e problemi cardiovascolari in generale.

Il fenomeno delle apnee notturne avviene quando le vie aeree superiori si ostruiscono temporaneamente, impedendo il normale passaggio dell’aria ai polmoni. Di conseguenza, il cervello segnala al corpo di svegliarsi momentaneamente per ripristinare la respirazione, compromettendo la qualità del riposo.

Le apnee notturne possono manifestarsi con sintomi evidenti, come russamento intenso, risvegli frequenti, bocca secca al mattino e sonnolenza diurna eccessiva. 

Molte persone, tuttavia, non si rendono conto di soffrirne, fino a quando un partner o un familiare non nota episodi di apnea durante la notte. 

La polisonnografia consente di monitorare la frequenza e la gravità delle apnee notturne, registrando parametri fondamentali come il livello di ossigeno nel sangue, la frequenza cardiaca e i movimenti respiratori. 

Questo esame diagnostico aiuta i medici a stabilire il trattamento più adeguato, che può variare da modifiche dello stile di vita all’uso di un dispositivo CPAP (ventilazione a pressione positiva)  o, nei casi più gravi, interventi chirurgici.

Differenza tra polisonnografia notturna e diurna

La polisonnografia può essere eseguita sia di notte che di giorno, a seconda delle necessità del paziente e delle condizioni che si vogliono indagare. La principale differenza tra queste due modalità sta nel momento della registrazione e nel tipo di disturbi del sonno che possono essere diagnosticati più efficacemente.

La polisonnografia notturna è la forma più comune e viene svolta mentre il paziente dorme nel suo normale ciclo circadiano. 

Durante il sonno notturno, il corpo attraversa le diverse fasi del riposo, comprese quelle più profonde e la fase REM, che sono essenziali per il recupero fisico e mentale. La polisonnografia notturna consente di monitorare come il corpo reagisce durante queste fasi e di individuare eventuali alterazioni o interruzioni nel ritmo del sonno.

La polisonnografia diurna, invece, è indicata per persone che hanno turni di lavoro notturni o che soffrono di disturbi specifici come la narcolessia o alterazioni del ciclo sonno-veglia. 

Questo tipo di esame viene spesso richiesto quando si sospetta un disturbo del sonno che si manifesta durante le ore diurne, come un'eccessiva sonnolenza diurna o episodi di sonno improvviso. 

Quando ci si appresta a fare l’esame della polisonnografia, è bene presentare al medico l’eventuale elenco delle terapie in atto e, soprattutto per una procedura diurna, prepararsi al test diagnostico andando a letto tardi la sera precedente e alzandosi presto al mattino, per facilitare il sonno durante le ore del giorno.

A differenza della polisonnografia notturna, con l’esame diurno può essere più difficile ottenere un’analisi completa, poiché il paziente potrebbe avere difficoltà a dormire profondamente in un contesto non abituale.

Entrambe le modalità offrono informazioni cruciali, ma la scelta tra polisonnografia notturna e diurna dipende dalle caratteristiche individuali del paziente e dalla natura del disturbo sospettato. In ogni caso, il medico o lo specialista del sonno valutano la soluzione migliore per ottenere una diagnosi accurata.

Come si svolge un esame polisonnografico?

L’esame polisonnografico è una procedura diagnostica non invasiva, che permette di monitorare vari parametri fisiologici durante il sonno. Esso può essere eseguito in una struttura ospedaliera, in un laboratorio del sonno o direttamente a casa del paziente. Indipendentemente dal luogo di esecuzione, la procedura è svolta sempre allo stesso modo, per garantire un’analisi accurata.

La preparazione all’esame polisonnografico impone di:

  • evitare alcol, caffeina e farmaci sedativi, che potrebbero alterare il normale ciclo del sonno;
  • Indossare abiti comodi;
  • Lavarsi il viso e il cuoio capelluto, per garantire una migliore adesione degli elettrodi.

Una volta pronto, il paziente viene collegato a diversi sensori, che misurano parametri come:

  • Attività cerebrale (EEG) per identificare le fasi del sonno;
  • Movimenti oculari (EOG) per rilevare la fase REM;
  • Tono muscolare (EMG) per osservare eventuali movimenti involontari;
  • Frequenza cardiaca (ECG) per verificare alterazioni del ritmo cardiaco;
  • Flusso respiratorio e ossigenazione del sangue, per individuare problemi respiratori come le apnee notturne.

Durante l’esame polisonnografico, che dura tutta la notte, il paziente può muoversi liberamente nel letto, poiché i sensori sono progettati per non interferire con i movimenti naturali del sonno.

Al termine della registrazione, i dati vengono analizzati da uno specialista del sonno, che esamina la qualità del riposo e la presenza di eventuali anomalie, per giungere a una diagnosi accurata. 

In base ai risultati, il medico può consigliare il trattamento più adeguato, suggerendo modifiche dello stile di vita, utilizzo di dispositivi CPAP per le apnee notturne o terapie specifiche per i disturbi del sonno.

Grazie alla polisonnografia, è possibile identificare precocemente problemi che possono avere un impatto significativo sulla salute generale, permettendo di intervenire sugli stessi in modo efficace e di migliorare la qualità della vita del paziente.

Come funziona la polisonnografia a casa?

La polisonnografia domiciliare è una comoda alternativa all’esame diagnostico in ospedale o in una struttura dedicata. 

Con l’uso di dispositivi portatili, infatti, durante il tempo della polisonnografia a casa, il paziente può essere monitorato nel proprio letto, in un ambiente familiare che favorisce un sonno più naturale nel comfort della propria abitazione. 

Gli strumenti a disposizione degli specialisti restituiscono una registrazione e un monitoraggio di qualità pari all’esame polisonnografico eseguito in una struttura ospedaliera.

I vantaggi della polisonnografia a domicilio includono:

  • Un sonno di migliore qualità;
  • La comodità di non spostarsi dal proprio domicilio;
  • La riduzione dell’ansia associata all’esame in ospedale o in una clinica del sonno.

Polisonnografia: dove farla e come prenotare

L’esame può essere effettuato presso:

  • Ospedali pubblici;
  • Cliniche private specializzate;
  • Centri del sonno;
  • A domicilio, con attrezzature portatili, prenotando l’esame presso servizi come Medicilio.

Per prenotare una polisonnografia, è possibile rivolgersi al proprio medico curante, che può prescrivere l’esame in base ai sintomi del paziente. 

Dove effettuare una polisonnografia: il nostro consiglio è di rivolgersi a centri specializzati o di informarsi sulla disponibilità di servizi a domicilio, nella propria città o vicino casa. In alternativa, una ricerca online può aiutare a individuare l’opzione più adatta alle esigenze del paziente.

Hai bisogno di una polisonnografia? Scopri in quali casi è utile, come si svolge, quanto costa e dove farlo vicino a te per risultati rapidi e precisi.

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